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Giovanni a Prato (1812–1883). Lettere, discorsi e scritti

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Il progetto mira a gettare nuova luce sulla figura dell’abate Giovanni a Prato, figura centrale della politica, del giornalismo e della cultura trentina nel XIX secolo, ma con intense connessioni anche con il mondo mitteleuropeo ed italiano. Nel biennio rivoluzionario e costituzionale del 1848-49 venne eletto deputato alla Nationalversammlung di Francoforte sul Meno, quindi al Reichstag di Vienna e di Kremsier e più tardi, negli anni Settanta, fu deputato al Parlamento austriaco. Politicamente si collocò tra le file dei liberali di sinistra, dalle quali si batté principalmente per l’autonomia amministrativa e dietale del Tirolo italiano ma anche per importanti temi dell’agenda liberale, quali la separazione tra Stato e Chiesa. Fondò vari quotidiani e collaborò con molte altre testate; fu insegnante, mecenate, traduttore dal tedesco e dall’ebraico, vero e proprio “Zwischenmensch” (come lo definì Claus Gatterer), ossia ponte tra mondo politico, religioso e culturale italiano e tedesco.

Nonostante il rilievo di una figura come quella di Prato, gli studi a lui dedicati sono relativamente scarsi e comunque risalenti. Mancano, in particolare, edizioni aggiornate e filologicamente avvertite che raccolgano almeno parte della sua rilevantissima – sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo – produzione epistolare e giornalistica.

Scopo complessivo del progetto è dunque la pubblicazione antologica di una scelta commentata ed annotata di scritti di Giovanni a Prato suddivisi in tre volumi: 1) lettere; 2) scritti politici e culturali; 3) discorsi politici e altri discorsi.

Il progetto è frutto di una collaborazione tra il Centro di Storia regionale, l’Accademia Roveretana degli Agiati e la Società di Studi Trentini di Scienze Storiche.