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L’attuazione della “riforma Basaglia” nella Provincia di Bolzano (1960-2000)

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Associazione Universitaria Sudtirolese, Der fahrende skolast – zeitschrift der südtiroler hochschüler 27/1-2 (1982). Disegno di un paziente psichiatrico.

Info

Il progetto di ricerca analizza lo sviluppo dell’assistenza psichiatrica nella provincia di Bolzano tra il 1960 e il 2000. Punto di partenza è l’osservazione che, fatta eccezione per un centro di “terapia del lavoro”, la provincia era priva di strutture psichiatriche. Di conseguenza, l’assistenza psichiatrica avveniva al di fuori dei confini provinciali: i pazienti altoatesini venivano accolti soprattutto presso l’ospedale psichiatrico di Pergine (Trentino), quello di Hall in Tirol e la clinica universitaria di Innsbruck.

A partire dagli anni Sessanta, e in modo particolare nel contesto della cosiddetta “riforma Basaglia” del 1978, questa pratica di trasferimento dei pazienti al di fuori della provincia cominciò progressivamente a essere messa in discussione. La riforma statale del 1978 introdusse infatti un orientamento completamente nuovo dell’assistenza psichiatrica, volto al graduale superamento del modello manicomiale su tutto il territorio italiano. L’assistenza per le fasi acute doveva essere garantita in reparti psichiatrici istituiti presso gli ospedali generali, mentre le attività di prevenzione, nonché l’assistenza pre- e post-ricovero, venivano invece affidate a servizi ambulatoriali, i cosiddetti “Centri di salute mentale”.

Per la provincia di Bolzano, la riforma psichiatrica comportò dunque l’obbligo di istituire un proprio sistema di assistenza psichiatrica ex novo. L’attuazione concreta fu affidata alla Provincia, che già dal 1972, con l’entrata in vigore del Secondo Statuto di autonomia, disponeva di ampie competenze legislative, anche nei settori sociale e sanitario.

Le domande di ricerca si articolano lungo due direttrici principali: da un lato, l’analisi delle decisioni e dei progetti politico-istituzionali che hanno definito l’assistenza psichiatrica “dall’alto”; dall’altro, l’esame delle pratiche quotidiane di medici/mediche, personale infermieristico e pazienti nel contesto della riforma.